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Pubblicato: l'8 novembre, 2007

Quando pubblicammo, il 13 settembre scorso, ne la nostra Gazzetta del Mutuo, l'indagine sul campo "Rottamare il Mutuo" segnalando che di surroghe non se n'era fatta nemmeno una, mai avrei pensato che si arrivasse a manifestare sotto la sede romana dell'Abi, l'associazione bancaria italiana, come ai tempi dell'assalto dei forni che travolse, nei Promessi Sposi, Renzo Tramaglino.

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E se il presidente Corrado Faissola molto assomiglia a quell'Antonio Ferrer che si faceva largo tra la folla esasperata indicando al proprio cocchiere "Adelante Pedro, se puedes, con juicio", mettendosi la mano sul cuore e promettendo "pane, pane", devo dire che il responsabile del consorzio PattiChiari Massimo Roccia non ha retto in Tv davanti alle accuse inferocite di clienti e Adusbef, in trasmissioni come Mi Manda RaiTre ed Exit su La 7: all’apparenza protervio e sempre sorridente, laddove non c'era proprio niente da ridere.

Vorrei dire una cosa un po’ controcorrente: secondo me oggi la portabilità del mutuo non è un problema così fondamentale. La liberalizzazione è una buona cosa sulla bocca dei politici, ma a volte, spesso anzi, come è accaduto anche per la telefonia, e dove sta accadendo anche per luce e gas, i prezzi sono aumentati proprio grazie alle liberalizzazioni. Almeno nel primo periodo. Quello che oggi è molto importante, invece, è che si amplino quegli strumenti di garanzia come i fondi, in particolare per le famiglie che vogliono accedere a un prestito, di solito molto pesante dato che le case sono molto care, e è spesso irraggiungibile.

A me arrivano numerose richieste su quale mutuo scegliere guadagnando al mese 1100-1500 euro e spendendo quasi tutto, non avendo risparmi da parte, per prestiti dai 100 ai 150 mila euro. Nessun mutuo, purtroppo. Oppure mutui lunghissimi e quindi a tasso variabile: nessuna fa un mutuo a tasso fisso a 40 anni! Oppure a rata fissa e durata e tasso variabile o ancora con rate di soli interessi, che si sa, lasciano invariato il capitale anno dopo anno.

Problema caldo non è la portabilità, ma la rinegoziazione del mutuo in essere, soprattutto per quelle famiglie che non ce la fanno più a sostenere la rata.

La buona notizia è che i tassi sono fermi e che l'Euribor a tre mesi è calato a inizio mese da 4,80% a 4,60%. Le rate dovrebbero quindi scendere (fate attenzione che la vostra banca lo faccia e in modo corretto). Ottimo se le banche scegliessero di rinegoziare ponendo come riferimento il tasso BCE e non l'Euribor, ma è sperare la luna, forse (anche se qualche banca, come BPM, lo propone per i prestiti). Ottimo anche se rinegoziassero senza spese, soprattutto per mutui misti a passo due, tre o cinque che oggi possono costare molto e sono magari venuti a scadenza.

Non credo che cambiare continuamente mutuo e banca sia l'idea vincente, meglio tenersi la banca che si ha e imparare a rinegoziare, avendo dall'altra parte, ovviamente, un interlocutore capace di ascoltare e venire incontro alle esigenze delle persone. Sono molte le persone che ho ascoltato e che mi dicono che usano i simulatori di IngDirect solo per "spaventare" il funzionario della propria banca!

Ultimo pensiero: non capisco come mai le banche si affidino a PattiChiari per gestire la loro immagine verso i clienti. Ci sono ottime banche che lavorano benissimo, altre che investono milioni di euro per migliorare la propria immagine e poi perdono tutto o quasi in un solo colpo, grazie alla comunicazione non corretta di PattiChiari. Tutti i temi sostenuti, anzi puntellati dal Consorzio, come quello relativo ai conti correnti, sono stati rovinosamente smantellati dal Governatore della Banca d'Italia!

Ecco allora che qui di seguito vi ho preparato alcune risposte a gruppi di domande che mi sono arrivate e a cui ho risposto privatamente: tutti chiedono, soprattutto per essere rassicurati della scelta già fatta, soprattutto per verificare come mai a loro il mutuo lo hanno negato oppure come mai la rinegoziazione è impossibile o non adeguata.

Ecco le domande e risposte sul tema tasso fisso o variabile:
Domanda: Ho sottoscritto nel 2001 un mutuo a tasso variabile pagando allora 800 mila lire e oggi circa 400 euro. Vale la pena rinegoziarlo a tasso fisso?
Risposta: Ovviamente dipende dalla durata del mutuo e anche da cosa si vuole veramente. Sostituire un mutuo variabile con un fisso può anche convenire oggi che i tassi fissi sono quasi identici a un variabile e sono anche rimborsabili su periodi lunghi, fino a 30 anni. Ma un variabile può anche costare meno. Nel suo caso, nel 2001 aveva un tasso euribor di riferimento quasi identico a quello di oggi e successivamente ha potuto pagare di meno perchè i tassi sono scesi. Nel suo caso quindi le è convenuto sottoscrivere un mutuo a tasso variabile. Se da adesso in poi non vuole più scommettere sul futuro, cambi con un tasso fisso: costerà un po', però prima di tutto perché lei ha fino ad oggi pagato quasi esclsivamente gli interessi, che andranno perduti se adesso cambia mutuo. Se non ce la fa a sostenere una rata più cara di 400 euro rinegozi subito, altrimenti si tenga il mutuo che ha.

Domanda: Ho sottoscritto nel 2006 un mutuo a rata fissa e durata e tasso variabili di 200 mila euro per 25 anni, prolungabile a 35 anni. Lo cambio con un tasso fisso?
Risposta: Non lo farei, soprattutto se la rata che paga è per lei sostenibile. Un tasso fisso con un credito così elevato è davvero molto caro, dovrebbe allungarlo a 30 anni e forse la rata sarebbe più pesante di quella che paga adesso. Verifichi però che il suo contratto preveda un tetto massimo, cioè un tasso massimo a cui arrivare. Altrimenti rischia, in caso di crescita dei tassi, di accumulare debiti sul proprio capitale e trovarselo alla fine da pagare magari quando è più debole, in pensione o altro. E si assicuri in caso di perdita di lavoro o di premorienza, ottima idea per mutui così lunghi e rischiosi.

Domanda: Ho scelto un misto a passo cinque, quattro anni fa: partenza tasso variable e poi devo scegliere. Ma vorrei scegliere il tasso fisso di oggi non quello fra un anno. Che faccio?
Risposta: Potrebbe andare meglio fra un anno, cioè i tassi Irs sono in calo costante da alcuni mesi. Non si preoccupi, quindi e continui a rimanere fedele al suo mutuo, pagandolo puntualmente.

Domanda: Non ce la faccio più a pagare la rata del mutuo! Sono disperata, single, lavoro dalla mattina alla sera per questo appartamentino-ino e dò alla banca ormai quasi tutto lo stipendio: pagavo 450 euro due anni fa, adesso supero i 600 euro.
Risposta: Rinegozi. Subito. Allunghi la durata del mutuo, ad esempio, in attesa che i tassi scendono, come stanno scendendo. Questo mese la sua rata sarà già più leggera, controlli con attenzione che la banca abbia fatti i conti giusti. Se vuole spendere oggi per stare tranquilla in futuro, provi a richiedere un tasso fisso, ma ricordi che costerà di più.


ULTIMORA
Ho trovato estremamente interessante questa notizia di oggi, 8 novembre su Il Messaggero. Ve la riporto integralmente.

Draghi alle banche: troppi reclami dai clienti, fate meglio
MILANO - La Banca d’Italia striglia le banche. Surclassata dagli esposti di clienti e delle associazioni dei consumatori insoddisfatti del servizio offerto dagli istituti di credito, Palazzo Koch ha preso carta e penna. E ha sferzato le banche perchè migliorino il rapporto con la clientela. «Sempre più di frequente» - si legge nella circolare n. 1036132 del 27 ottobre recapitata a banche e intermediari finanziari e che Il Messaggero ha visionato - «i clienti inoltrano esposti alla Vigilanza per chiedere un intervento» su questioni «insorte nell’ambito di specifici rapporti contrattuali». Il fatto che i clienti arrivino ad interpellare la Banca d’Italia è sintomatico «dell’insoddisfazione per il riscontro ricevuto dagli intermediari; considerati i costi e i tempi del ricorso a strumenti di tutela giurisdizionale, nasce l’aspettativa di un intervento imparziale della Vigilanza». Rammentando che con la clientela non dovrebbero avere rapporti conflittuali, Bankitalia sottolinea che le banche devono essere sempre attente «alle esigenze dei clienti» e ancor di più «in caso di insoddisfazione e di potenziale conflittualità». E’ essenziale «il ruolo svolto dall’organo amministrativo (cda, ndr) e dal direttore generale, che devono ispirare la gestione al costante mantenimento di un buon rapporto con la clientela». Adottando «accorgimenti organizzativi per assicurare un’interlocuzione presso gli sportelli adeguata alle diverse fasce di clientela e un’elevata capacità dell’ufficio reclami di ridurre la conflittualità». Bankitalia punta poi il dito sui costi dei servizi bancari che devono corrispondere «alle condizioni pubblicizzate». Poi il capitolo dei finanziamenti non accordati: «è necessario» che la banca «fornisca riscontro con sollecitudine al cliente» e spieghi perchè la richiesta di credito è stata respinta. «Motivi di insoddisfazione da parte della clientela - ammonisce Bankitalia - non possono essere considerati un dato fisiologico. La gestione dei reclami deve costituire l’occasione per ripristinare con il cliente un rapporto soddisfacente». Insomma devono dare soddisfazione al cliente, grande o piccolo che sia. Bankitalia conclude dicendo di aver adottato «nuove linee guida» per la gestione delle segnalazioni pervenute attraverso gli esposti . La banca dovrà «fornire un’adeguata e sollecita risposta al proprio cliente, dandone puntuale informativa alla Vigilanza». E «dell’indicazione rivolta» alla banca «di inviare una risposta al proprio cliente verrà dato conto nella lettera di riscontro» di Bankitalia allo stesso cliente. Palazzo Koch dà importanza «al valore segnaletico degli esposti» e ricorda che le notizie contenute sono «utilizzabili nella fase istruttoria dei procedimenti sanzionatori avviati dalla Banca d’Italia». Le banche sono avvertite.

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Commenti (1)
Scritto da: Pietro71

Cara Francesca,
la ringrazio, prima di tutto, per i consigli preziosi che ogni settimana regala a tante famiglie che, proprio come la mia, si trovano a fronteggiare il problema della rata del mutuo da pagare.
Un problema di fronte al quale, mi permetta di dirlo, spesso siamo lasciati soli. Anche perché oggi è praticamente impossibile (su giornali, tv, web ecc.) ottenere un’informazione puntuale e soprattutto indipendente, sui temi della finanza personale.
Detto questo, vorrei, fare alcune considerazioni in merito a quanto lei scrive nel suo ultimo blog, affermando che “la portabilità del mutuo non è un problema così fondamentale” e sottolineando come “il problema caldo non sia la portabilità, ma la rinegoziazione del mutuo”. Mi permetto di osservare che, a mio parere, i due problemi sono strettamente connessi l’uno all’altro.
In effetti, se la rinegoziazione del mutuo fosse una pratica diffusa e facilmente “accessibile” da parte del mutuatario che non riesce più a pagare la rata del mutuo, il discorso sulla portabilità sarebbe inutile. Il problema è che, come per altro viene riportato anche  nell’indagine sulla rottamazione dei mutui pubblicata a settembre nella Gazzetta Mutui, “spesso la rinegoziazione viene non solo negata, ma neppure presa in considerazione dalla banca mutuante”. Prendiamo il mio caso personale: ho stipulato un mutuo a tasso variabile nel 2001 quando gli spread erano più elevati.
Oggi sono diminuiti e quindi, a livello teorico, potrei rinegoziare con la mia banca e ottenere uno “sconto” dello 0,25 o 0,50% sul tasso. Ma che interesse ha la mia banca a rinegoziare?  Che interesse ha a rinunciare ad una parte del guadagno che, per contratto, le spetta “di diritto”? Nessuno. Ed è questa la ragione per cui, secondo me, tanti clienti si sentono rifiutare dalla banca la richiesta di rinegoziazione.
Ecco, allora, che il discorso sulla portabilità del mutuo torna ad essere interessante. Nel momento in cui il cliente si potrà rivolgere ad un’altra banca e surrogare il suo mutuo ottenendo condizioni vantaggiose, il mutuatario avrà due possibilità in più: primo, chiedere (ed eventualmente ottenere) la surrogazione ad un’altra banca. Secondo, utilizzare questa opportunità come forma di “ricatto” nei confronti della sua banca, come dire: “Caro direttore di banca, stai attento, perché se non mi vieni incontro con la rinegoziazione, io vado da un’altra banca”. Si potrebbe dire che la portabilità del mutuo è un  “miraggio”.
Come dimostra anche il fatto che a settembre, a distanza di alcuni mesi dal decreto Bersani che ha introdotto questa possibilità, “nemmeno una surrogazione era stata completata”. È anche vero che, stando a quanto riportato sull’Osservatorio finanziario, dal mese di settembre ad oggi qualcosa sembra essersi mosso.
La prima surrogazione è andata in porto con la Banca di Piacenza e ci sono banche come Carige e Banca di Roma, che, a quanto dicono, stanno per concludere altre operazioni. D’altra parte, non è così assurdo pensare che alcune banche, magari le più dinamiche (ammesso che ne esistano…) abbiano interesse a “rubare” clienti ai propri competitor. Le pare?
Si potrebbe dire, ancora, che, in realtà, il sistema bancario italiano è tutt’altro che concorrenziale, che le banche fanno “cartello”,  che l’Associazione Bancaria Italiana ha tutto l’interesse a fare in modo che nulla cambi. Perché se le banche fossero “costrette” a farsi concorrenza, allora verrebbe ineluttabilmente compromesso lo status quo, cadrebbe il patto di non belligeranza (forse) non scritto, finalizzato a lasciare tutto com’è.
Tutte cose vere. Ma è anche vero, a quanto pare, che alcune banche si sono già mosse nella direzione della portabilità. E che una (forse alcune) operazioni sono già state concluse. Per questa ragione, cara Francesca, io credo che le liberalizzazioni siano una buona cosa.
Sempre. E non per ragioni ideologiche filo o ultraliberiste (che per altro non condivido), ma per la semplice ragione che la concorrenza fa bene, prima di tutto, ai cittadini. A chi deve comprare il pane al mercato, scegliere un operatore di telefonia o accendere un mutuo in banca.

Sarà anche vero che, come dice Lei, in alcuni casi (luce, gas ecc.) sono aumentati proprio grazie alle liberalizzazioni, almeno nel primo periodo. Ed è per questo che in alcuni casi specifici, il governo deve fare la sua parte. Nono solo vigilare, controllare ed, eventualmente, sanzionare.
Ma anche sostenere chi, per esempio, ha un reddito basso, si è visto aumentare la bolletta di luce e gas e non sa come fare a sbarcare il lunario. Detto questo, e tornando alla portabilità del mutuo, non mi sento di condannarlo.
Anzi sono fiducioso. So che il confine tra ottimismo e ingenuità rischia di essere, a volte, fin troppo labile. Ma spero, sinceramente, che non si tratti di questa volta. Grazie ancora per i suoi suggerimenti.



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